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Articolo: Giocare AK (approfondimento) - Sit & Go

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Articolo: Giocare AK (approfondimento)
Salsa-VB
Postato il 21/1/2013
Sit & Go - Parte 10 - Giocare AK

articolo tratto dalla rivista The Player (www.theplayer.com)

AK, specie da EP, è una delle mani che crea più problemi ai giocatori inesperti. A differenza di QQ, KK e AA, non rappresenta un punto chiuso, ma il suo potenziale di realizzare Top Pair - Top Kiker, una volta su tre, gia al flop, la rende una mano molto interessante.

Come giocare AK

A differenza di QQ+, con AK non conviene mai (o quasi) giocarsi tutto lo stack nel pre-flop. Il motivo è spiegato nel primo articolo dove ho parlato del concetto di equity e del fatto che nei S&G, le chip rappresentano una fetta del montepremi (equity) e non soldi. Questo fa si che giocare coinflip con AK, dopo aver rilanciato, ci potrebbe far vincere chips ma perdere soldi. Il potenziale di realizzare un punto forte al flop, rende comunque conveniente rilanciare con AK. La dimensione del rilancio, come sempre, dipende da quanti avversari loose passive abbiamo dopo di noi. Più sono questi avversari e più dobbiamo rilanciare, esattamente come abbiamo fatto per le altre mani viste fino ad oggi. Lo scopo di rilanciare di più è quello di rendere più facili le decisioni post flop avendo un piano di commitment molto semplice: prendo A o K al flop, sono committed!

Supponiamo di rilanciare 140 da UTG con AKo e di ricevere due call di giocatori loose. Il flop si presenta Ah Jh 2c, il piatto è di 450 (140x3+ i bui) e a noi restano 1360. La mossa più conveniente è all-in diretto. Con avversari loose è normale essere chiamati  con mani come Ax, con progetti di colore, ma anche con mani come KJ o con gutshot. L'enorme valore che raccogliamo nel giocare in questo modo, giustifica le perdite che abbiamo quando il nostro avversario ha una doppia coppia o un set sul flop. E' vero che in questo modo noi perdiamo anche se il nostro avversario completa il suo progetto, ma se facessimo una puntata standard, diciamo 250, anche rivendo un solo call, il piatto sarebbe di 950 chis e noi resteremmo con 1110, sarebbe difficile mollare il nostro punto. Se al turn arrivasse una carta di Cuori avremmo una decisione difficile. Se facciamo check, diamo al nostro avversario la possibilità di puntare e di costringerci ad indovinare se lui ha colore o no (il nostro avversario potrebbe puntare per valore anche Ax dopo il nostro check). Se facciamo una puntata ci committiamo irrimediabilmente, quindi meglio mettere tutte le chips. Dovendo mettere tutte le chips, la maggior parte delle volte saremo chiamati solo da carte che ci battono, i call con Ax o peggio sono decisamente meno probabili sul turn visto che deve essere scoperta solo una carta e che ora ci sono tre Cuori sul board. Ecco che un AX, o un progetto di gutshot, che al flop poteva pagarci il pieno, ora riesce ad uscire dalla mano risparmiando 1160 chips, soldi nostri che abbiamo generosamente regalato. Fatte tutte queste considerazioni, andare all-in al flop è evidentemente la scelta +EV. Se gli avversari fossero di natura diversa, si potrebbero fare molte altre considerazioni. Supponiamo che nella stessa mano abbiamo ricevuto il call di un loose passive e di un Tag. Possiamo puntare 250 flop e foldare ad un raise del TAG. Questo scenario tuttavia è improbabile proprio perchè il size del nostro raise impedisce al giocatore TAG di chiamare con le su mani speculative in quanto taglia le odd espresse e anche le implied odds in relazione all'investimento richiesto. Supponiamo di essere noi il giocatore TAG al tavolo che, essendo sul C.O., riceve un raise da UTG ed un flat call. Se il raise fosse di 60/80 chips, e il nostro stack di 1500, saremmo propensi a fare call con mani come 22 e giocarcele per set. Se il raise fosse di 140, non sarebbe più conveniente perchè riceviamo qualcosa come 10:1 di implied odds. E' vero che facciamo set una volta su 8 circa, quindi 10:1 potrebbe essere buono, ma dobbiamo ricordare due cose:

1) le chips non sono soldi e quindi una mossa marginalmente positiva dal punto di vista delle chips, non lo è dal punto di vista degli Euro.

2) non tutte le volte che facciamo set il nostro avversario ci paga il pieno, a volte non avranno nulla e folderanno. 

Aggiungiamo a queste due considerazioni il fatto che 140/160 chips potrebbero cambiare il nostro sit in quanto lo stack di 1500 iniziale subisce un duro colpo, e non dovremmo avere scenari dove riceviamo flat-call da giocatori TAG. Di fronte ad un raise di 140 da UTG, se ci sono altri flat call, un giocatore sensato dovrebbe spingere all-in pre.flop le sue mani forti e foldare le mani medie e quelle speculative. Di fronte al push di un giocatore TAG, noi dovremmo naturalmente foldare. Il giocatore TAG andremme all-in con poche mani, diciamo QQ+ o JJ+ e AK se fosse un po' più "ottimista", anche contro JJ+ e AK la nostra equity è chiaramente molto bassa e il nostro call sarebbe -EV.

Se riceviamo più di un call e manchiamo il flop, la nostra strategia deve essere check-fold. Dopo il nostro check, i giocatori loose passive potrebbero fare check a loro volta regalandoci una carta gratis, se puntassero, dovremo foldare in tranquillità.

E' interessnte notare come questa linea generi sempre scenari +EV dal punto di vista matematico e di gestione estremamente semplice. Più call riceviamo e più scende la nostra probabilità di vittoria anche con TPTK. Con 4 avversari sarebbe più frequente essere battuti. La buona notizia è che con 4 avversari il puiatto sarebbe 140x5+ i bui = 730 chips. Andare all-in con 1360 e TPTK, per un piatto di 730, è indubbiamente un buon affare. Rilanciando 7/8x, il premio è altissimo quando vinciamo. Se manchiamo il flop abbiamo speso 60/80 chips in più rispetto al rilancio standard, tutto sommato mi pare un prezzo decisamente economico.

Se avessimo contro un solo avversario loose, le cose sarebbero più complesse. In questo caso ci possono venire in soccorso le statistiche, in articolare il fold to c-bet e il bet vs missed c-bet. La prima indica la percentuale di volte che questo avversario folda alla c-bet, se la sua percentuale è 66 o più, una c-bet è profittevole anche se marginale. La seconda statistica indica quanto spesso questo avversario betta se noi missiamo la c-bet. Molti avversari loose hanno fold to c-bet 30 o meno e Bet vs missed c-bet 70 o più. Questi avversari sono quelli che amano fare floating, chiamano in posizione e bettano turn dopo il nostro check. Contro questo tipo di avversari è molto efficace la mossa check-raise all-in. Questa mossa dobbiamo farla sia le volte che hittiamo che quelle che non hittiamo. Se il flop è 729r, andare all-in con AK è di fatto un semibluff. Possiamo gia avere la mano migliore ora e ottenere il fold dell'avversario che aveva fatto il solito tentativo di furto, oppure possiamo essere chiamati da un avversario con TT o J9s. Se venissimo chiamati, con due overcards, abbiamo circa il 25% di possibilità di vincere. Con AK dobbiamo stare comunque attenti al flop prima di valutare questo tipo di semibluff. Su board dove compaiono molte carte alte, il nostro avversario ha spesso il punto e quindi il semibluff risulta meno efficace. Oltre alla bassa probabilità di riuscita, potremmo anche avere degli out in meno. Supponiamo che il board sia 9 J Q. Mani come JT e QT, oltre ad avere gia un punto, hanno anche una Scala bilaterale che toglie i K come out lasciandoci con soli tre assi e quindi 12% di probabilità.

Contro avversari loose più tradizionali, ovvero quelli passivi anche nel post flop, la c-bet deve essere fatta solo su board innocui. Se il flop è 927r, facciamo una piccola c-bet di mezzo piatto per evitare di dare carte gratis all'avversario in quanto abbiamo probabilmente la mano migliore. Se riceviamo il call, l'avversario può avere qualcosa come 66 o 88, oppure J9. La strategia è di fare check fino alla fine sperando di hittare A o K. Se nelle street successive non hittiamo e riceviamo una bet, si folda easy. Da evitare la c-bet su flop come 9c Qc 2h perchè è molto facile ricevere il call. Più mani connettono con il flop, più spesso riceviamo call e meno profittevole diventa una c-bet.

Contro questo tipo di avversari, frequenti nei microlimiti, dobbiamo giocare un poker molto solido senza andare a cercare mosse particolarmente sofisticate che non avrebbero successo nel lungo periodo. Se nei livelli iniziali riceviamo mani forti, puntiamole per valore, qualcuno ci pagherà. Molti tendono a fare slow-play e strani check-raise. Non ha senso fare queste mosse. Magari vi capiterà di pushare flop e ricevere due fold quando voi avevate un punto forte, significa che non avevano nulla e avrebbero foldato anche ad una piccola bet. Si potrebbe obiettare che il push verrà chiamato meno spesso della piccola bet (discutibile), ma l'enorme valore in più che raccogliamo e la facilità decisionale del push diretto, compensano abbondantemente le piccole bet perse quando gli avversari foldano al flop.

Quando riceviamo dei raise la situazione si complica un tantino, facciamo la prima distinzione:

1) rilanciano prima che tocchi a noi parlare. 

Il primo fattore che dobbiamo guardare è l'importo del raise. Se il raise è sensato e genere Fold Equity sui giocatori che parlano dopo di noi, possiamo fare call speranzosi di giocarci la mano in testa a testa col vantaggio di posizione. Se è molto probabile ricevere altri call dopo di noi, vuoi per un raise troppo basso di OR, vuoi perchè parlano molte persone loose passive, è meglio fare una 3bet per isolation. Non occorre 3bettare molto in quanto su OR loose non abbiamo quasi mai F.E., mentre su OR tight un raise di 2,5x genera la stessa Fold Equity di uno da 3x. Diciamo che UTG è loose e rilancia 60, 3betterei a 150 da MP2. Se UTG è loose e pusha, posso dedicere di fare call in base a quanto UTG è aggressivo e a quanto largo posso stimare il suo range (ci vengono in aiuto le statistiche). Se UTG è TAG, posso tranquillamente foldare, anche lui usa la stas e sa che siamo TAG, difficilmente pusherà JJ o AK.

2) veniamo 3bettati.

Come linea guida, se veniamo 3bettati, dobbiamo foldare se la 3bet arriva da giocatori TAG o Loose Passive. Ci sono chiaramente delle eccezioni:

a) rilanciamo da bottone 4x e BB TAG ci 3betta, è probabile che abbia letto il nostro raise come tentativo di steal. In questo specifico caso (sempre aiutandomi con le statistiche) posso stimare il suo range di 3bet e valutare se pusharlo direttamente in caso di range molto larghi, oppure fare un flat call per giocare la mano in posizione. Il nostro push verrà rispettato dal giocatore TAG che folderà sicuramente mani come AQ, AJs e 99. Dopo il flop potrei ricevere un suo check e poter prendere l'iniziativa, sarei disposto a metterle tutte se hitto A o K (se lui avesse AA e noi hittiassimo uno dei 4 out rimasti, saremmo costretti a pagare, ma è poco probabile)

b) abbiamo rilanciato 80 e riceviamo 3bet da parte di un giocatore loose sui bui. In questo caso occorre di nuovo fare una stima del range, il nostro push non verrà rispettato molto come nel caso del giocatore TAG, ma un range di 3bet di giocatore loose spesso si articola intorno ad Ax, qualche mano come KQ e KJs e le coppie. Ricordando che le coppie sono le meno probabili, contro questo range sono felice di giocarmi tutte le chips, quindi spingo all-in contento di ricevere spesso call. Flattare la 3bet diventa poco profittevole in quanto un giocatore loose che 3betta non è facilmente leggibile come un giocatore TAG e non missera quasi mai la c-bet.

c) se la 3bet è molto piccola, tipo 2x, 2,2x, abbiamo la possibilità di chiamare per hittare. Anche se l'avversario potrebbe avere spesso AA (discutibile se loose, molto probabile se TAG), noi avremmo solo 4 out da hittare e quindi mancheremo quasi sempre il flop. La buona notizia è che l'avversario chi ha dato le odds per superarlo anche se lui avesse KK.
Se la 3bet arriva invece da un giocatore loose aggressive, usando le stats dobbiamo stimare il suo range e decidere se pusharlo o meno. Più chips abbiamo investito e più il push dovrebbe essere preso in seria considerazione.
Va bene, per questo articolo è tutto, spero che vi sia piaciuto ed auguro 

Buon Poker a Tutti!!!!

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