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Spiegazione statistiche Holdem Manager - Holdem manager

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Spiegazione statistiche Holdem Manager

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Penna D'oro
Postato il 23/06/2013 07:40:32
Ciao a tutti cari druidini, ecco qui una bella spiegazione molto approfondita di tutte le varie statistiche di Holdem Manager.
Naturalmente ho preso spunto da varie fonti trovate in giro per la rete.
Spero che vi possa essere d' aiuto.


1. VPIP (Voluntarily Put $ In Pot) = indica la percentuale delle volte che un giocatore volontariamente investe soldi in un piatto. Esso non include quindi i piatti checkati dal BB e quelli non completati dallo SB. Fondamentalmente questa statistica ci indica quanto sia loose un giocatore. Ovviamente, a meno che non si faccia ricorso all'utilizzo dei filtri, il valore indicato alla voce VPIP è generico, non tiene cioè conto della posizione dalla quale si è entrati in gioco. E' superfluo sottolineare che qualsiasi essere pensante gioca un range di mani progressivamente più ampio man mano che si avvicina al BTN. Generalmente il VPIP per position di un giocatore è pari ad un valore compreso tra la metà ed i 2/3 del totale in EP, e a circa 1,5x in LP. Ad esempio, un giocatore con VPIP pari a 15, avrà presumibilmente un VPIP compreso tra 7 e 10 in EP, e tra 22 e 25 in LP.

Il VPIP è il primo valore che viene indicato per identificare la tipologia di avversario che si ha di fronte . In sostanza, quando leggete "Tizio è un 18/12/3", il "18" sta appunto ad indicare che, ogni 100 mani, Tizio entra in gioca preflop 18 volte. E' fondamentale associare il VPIP al PFR , comunque ricordate che il VPIP sta ad indicare quanto sia "loose" un giocatore preflop, mentre il PFR (da rapportare proprio al VPIP) indica il grado di aggressività del giocatore in questione.

Il VPIP può essere grosso modo suddiviso nelle seguenti fasce:

a) < 8% : giocatore nit. Il suo range è praticamente solo JJ+/AQ s in EP (forse AQo ma solo da UTG+1), e 99+/AJ+/KQ s in LP. Naturalmente più il VPIP si avvicina al massimale dell’ 8%, più il range di apertura si allargherà (un VPIP dell’ 8% rappresenta all’incirca un range 88+/AT+/KQ/KJ s).

b) 8%-15% : tight. TT+/AQ/AJ s da EP, 77+/AT+/KJ+/alcune braodway e alcuni Ax suited da LP. Naturalmente, come già evidenziato in precedenza , più ci si avvicina ai due parametri di riferimento, maggiormente il range si potrà allargare o diminuire. Ad esempio, in questo caso, un giocatore con VPIP pari a 9% avrà un range di apertura molto simile a quello indicato nella fascia precedente; uno con un VPIP pari a 14% avrà ovviamente un range molto più ampio sia in EP che in LP. Inutile fare esempi concreti per i giocatori di fascia b/c/d, perché è fondamentale, soprattutto per questi giocatori, rapportare il loro VPIP al PFR e all'AF


c) 15%-22% : tight tendente al semiloose. 77+/AT+/KJ+ in EP; 22+/A2 s+/A8o+/67 s+/tutte le broadway (anche offsuited) in LP

d) 22%-30% : semiloose. 22+/A2 s+/A8o+/67 s+/tutte le broadway (anche offsuited) in EP; 22+/A2+/tutti i connectors anche offsuited/suited 1gapper-2gappers in LP

e) 30%-40% : loose. 22+/A2+/tutti i connectors anche offsuited/suited 1gapper-2gappers in EP; (quasi) any two cards in LP.

f) > 40% : superloose. Il tipo di giocatore che solitamente vorremmo al tavolo. Apre da EP e da LP praticamente any two, e spesso non è in grado di capire postflop la reale forza della sua mano. Giocatore da stackare quando si ha 2P+. Evitate però di andarvi ad impelagare contro questo tipo di giocatori con mani marginali (middle pair, TPNK, etc...) perché uno dei principali errori che dobbiamo evitare di commettere è quello di giocare da fish se ne abbiamo uno di fronte. Aspettate sempre lo spot giusto per stackarlo, cercate di isolarlo in hu già dal preflop e soprattutto osservatene le tendenze postflop al fine di stabilire con buona approssimazione la forza minima del nostro punto postflop con cui essere disposti ad andare rotti (contro alcuni di questi giocatori si può profittevolmente andare ai resti anche con punti deboli come TPNK o middle pair, contro altri bisogna invece prestare molta attenzione perché postflop giocano molto passivamente e quindi quando mettono soldi nel piatto hanno solitamente hittato punti medio-buoni). Chiaramente queste considerazioni sono valide per quei giocatori che hanno un VPIP molto alto ma un PFR  percentualisticamente molto ridotto rispetto al VPIP. Un giocatore 48/12 è estremamente scarso e corrisponde alla descrizione da me fatta finora; un giocatore 42/35 è invece estremamente ostico ed è preferibile evitarlo.





2. PFR (Preflop raise) = indica la percentuale di mani con cui un giocatore raisa preflop. Misura quindi il suo grado di aggressività preflop. Questo valore non ha alcun significato se preso singolarmente, mentre diventa fondamentale se rapportato percentualisticamente al VPIP. Il PFR può essere grosso modo suddiviso nelle seguenti fasce:

a) < 30% del VPIP (ad esempio un giocatore con VPIP 28 e PFR 6): trattasi di giocatore molto passivo preflop, che limpa oltre il 70% delle mani con cui entra in gioco. Generalmente questo è il tipo di giocatori che vorremmo sempre avere al tavolo, soprattutto se il loro VPIP è particolarmente alto. E’ sicuramente più sensato, per quanto maggiormente exploitable, un giocatore ultranit con stats tipo 6/4 piuttosto che un 45/7. Il primo raisa pochissimo ma gioca anche pochissimo, quindi è un giocatore dal range ultranarrow ma dal quale difficilmente caveremo $; il secondo è invece una macchina da limp (comunemente noto come calling station) : entra spessissimo in gioco senza tuttavia raisare quasi mai. Contro questo tipo di giocatori possono essere molto profittevoli (ma occhio a non abusarne e soprattutto giocateli preferibilmente in posizione) i connectors bassi, meglio se suited, e, più in generale, tutte le mani speculative (tipo small pairs, suited 1-gappers, etc...). Lo scopo è ovviamente quello di floppare un mostro e di farli abboccare valuebettando any street. Occhio però a non sopravvalutare la forza della vostra mano (soprattutto se postflop vedete che anziché limitarsi al call, vi raisano in faccia senza timori) : ad esempio se openraisiamo T9 e il fish calla, un flop T47 non è un buon flop, è un flop sul quale fare potcontrol sempre. Ovviamente NON bluffate MAI contro questi giocatori, a meno che le loro stats postflop  non rivelano un’attitudine al fold particolarmente accentuata

b) 30%-50% del VPIP (18/8 ad esempio) : giocatore abbastanza passivo, ma sicuramente meno donk di quello sopra indicato, soprattutto se il PFR è molto vicino al 50% del VPIP. Il range con cui openraisa questo tipo di players è solitamente JJ+/AQ s+. Ovviamente maggiore sarà il loro VPIP, maggiore il range con cui raiseranno.

c) 50%-75% del VPIP (18/12 ad esempio) : giocatore abbastanza aggressivo preflop, che preferisce entrare in gioco raisando piuttosto che limpando. Se il VPIP non è molto alto (<20%), ci troviamo di fronte ad un giocatore molto solido (il classico TAG), per affrontare il quale avremo sicuramente bisogno di ulteriori elementi di valutazione (AF, Fold 3bet, CB%, etc: tutte stats che andremo ad analizzare in seguito). Se il VPIP è invece alto (>25%), il giocatore (LAG in questo caso) sarà particolarmente aggressivo preflop: tendenzialmente cercate di evitare giocatori di questo tipo, ma se proprio non potete fare a meno di sedervi al loro tavolo (perché magari gli altri players sono particolarmente scarsi), osservatene attentamente il gioco postflop, cercando di capire se hanno qualche leak particolare (ad esempio betting patterns exploitabili, timing tells, incapacità di giocare in situazioni deep stack, etc&hellip

d) > 80% del VPIP (25/23 ad esempio) : giocatore iper aggressivo preflop, che openraisa e 3betta praticamente il suo intero range: difficilissimo da leggere e da affrontare, soprattutto se ha un VPIP compreso tra 20 e 30. Quando fate table selection, EVITATE questo tipo di players, a meno che le altre statistiche non vi facciano carpire alcune debolezze.




3. AF (Aggression Factor)
= indica l'aggressività postflop di un giocatore. A differenza delle altre due statistiche non è indicato da una percentuale ma da un valore numerico ottenuto mediante la seguente operazione matematica: (raise% + bet%) / call%. Inoltre diverge da VPIP e PFR anche perchè necessita di un numero maggiore di mani per poter essere considerato attendibile. Se per valutare le prime due stats analizzate in questa guida, possiamo "accontentarci" di un centinaio di mani giocate contro l'avversario di turno, per l'AF consiglio almeno il doppio delle mani, soprattutto se ci troviamo di fronte ad un giocatore tight.
Il difetto di questa statistica è che non tiene minimamente conto della folding%. Questo comporta che due avversari completamente diversi tra loro (come stile di gioco) possano paradossalmente "generare" il medesimo AF. Ad esempio un giocatore molto nit e un giocatore molto aggro avranno entrambi un AF molto alto: il primo perché giocherà postflop solo mani fortissime, ed il secondo perché, indipendentemente dalla forza della propria mano, sarà portato postflop a non callare mai, avendo nel suo DNA pokeristico solo il bet/raise/fold. Considerare quindi l'AF isolatamente, senza cioè rapportarlo a VPIP/PFR, è un errore che non bisogna commettere.

Schematicamente l'AF può comunque essere suddiviso nelle seguenti fasce:

a) < 1 : giocatore molto passivo. Preferisce callare piuttosto che bettare/raisare, quindi un raise di questo tipo di player indica praticamente sempre una mano molto forte.

b) 1 - 2 : giocatore passivo tendente alla “normalità”. I valori intermedi compresi in questa categoria (quindi sostanzialmente quelli maggiormente vicini a 1,5), indicano il classico giocatore medio, non esageratamente passivo, ma neanche particolarmente aggressivo. Naturalmente più questi valori si avvicinano al parametro minimo, più il giocatore sarà da considerare tendenzialmente passivo, più si avvicinano al parametro massimo, maggiore sarà l’aggressività del player in questione.

c) 2 - 4 :giocatore mediamente aggressivo. Contro questo tipo di giocatori può essere spesso molto importante andare a verificare il loro AF by street, ovvero Flop Aggression, Turn Aggression e River Aggression. Molti giocatori hanno infatti un AF molto alto al Flop (il che indica che cbettano molto spesso) ma diventano particolarmente passivi al turn e al river. Contro questo tipo di giocatori può talvolta essere molto profittevole andare in floating, calldownando la loro bet al flop per poi bettare qualora checkino turn. Altri giocatori hanno invece un AF basso al flop ma molto alto al turn: significa che tendono a valutare la forza della mano avversaria al flop (giocando passivamente), per poi aggredire al turn qualora l'oppo abbia mostrato debolezza. Se vi trovate di fronte ad un giocatore di questo tipo, potete talvolta slowplayare al flop (magari bettando solo 1/2 pot anche se siete nuts o quasi) per poi check/raisarli al turn.

d) > 4: giocatore molto aggressivo. Maggiore il valore di aggressività del player, maggiori saranno le possibilità di ottimizzare le nostre mani forti giocando d'attesa. Contro questi giocatori, può essere profittevole check/raisare flop o turn, ma anche NON valuebettare river per indurli al bluff. Per fare questo, dobbiamo però assicurarci che il loro AF elevato sia correlato ad un'effettiva aggressività del player, e che non sia invece conseguenza del fatto che ci troviamo di fronte ad un giocatore che bet/raisa mani molto forti, foldando tutto il resto.

Naturalmente contro i giocatori molto aggressivi, la forza relativa della nostra mano assume contorni del tutto differenti rispetto a quella che siamo soliti attribuirgli contro giocatori passivi o comunque medi. A mero titolo d’esempio, immaginate che un giocatore standard TAG 20/18 apra da bottone. Noi 3bettiamo dai blinds con AT s e veniamo flattati in posizione, trovandoci a giocare oop su un flop K-T-2r che ci dà una 2nd pair. Ipotizziamo adesso due situazioni distinte: nel primo caso il nostro avversario ha AF pari a 4,8 e nel secondo caso ha invece AF pari a 1,5 : i diversi gradi di aggressività del nostro avversario possono indurci a c/p (o a b/c) nel primo caso, e a b/f nel secondo caso



3a.AFq(Aggression Frequency) = A differenza dell'AF, questa statistica fornisce una visione molto più completa dell'aggressività di un giocatore, in quanto tiene conto anche delle mani foldate. Più precisamente, la formula dell'AFq è la seguente:

[(Total Times bet + total time raised) / (Total Times bet + total time raised + total time called + total time folded)]*100.

La differenza tra le due statistiche è abbastanza evidente, ma per comprenderne appieno il significato, vi fornisco un esempio numerico: Su un campione di 100 mani, oppo betta 5 volte, raisa 3 volte, calla 2 volte e folda (o checka, o check/folda) le restanti 90. Non si può dire quindi che sia un giocatore particolarmente aggressivo. Andiamo a calcolare il suo AF e il suo AFq con le formule che ho riportato, e vedrete quanto l'AFq possa essere considerato più attendibile dell'AF.

AF = (5+3) / 2 = 4, che lascerebbe intendere che ci troviamo di fronte ad un giocatore particolarmente aggressivo;

AFQ = [(5+3)/(5+3+2+90)]*100 = 8%, che lascia invece chiaramente trasparire la sua scarsa aggressività. Suddividiamo l'AFq nelle seguenti quattro fasce (per le quali valgono le considerazioni già fatte a proposito dell'AF).

a) < 20% : giocatore estremamente passivo. Solo 1/5 delle volte che entra in gioco betta o raisa;

b) 20% - 35% : giocatore passivo

c) 35% - 50% : giocatore mediamente aggressivo

c) > 50% : giocatore molto aggressivo.


Per quanto riguarda l’AFq, bisogna tuttavia fare una distinzione tra l’AFq di Poker Tracker e l’AFq di Hold’em Manager (che è indicato dalla sigla Agg pct), in quanto le modalità di calcolo di questa statistica non è la stessa per questi due programmi di tracking.

A differenza di Poker Tracker, Hold’em Manager tiene infatti conto anche dei check, infatti la formula è la seguente:
(Raise+Bet)/(Raise+Bet+Call+Fold+Check)*100

La presenza dei check nella formula utilizzata da HM per il calcolo dell’AFq è fondamentale in quanto modifica in maniera sostanziale i valori medi di questa statistica. Sebbene io non abbia utilizzato Hold’em Manager con la stessa frequenza con cui ho invece utilizzato Poker Tracker, mi sembra di poter affermare che i parametri di valutazione dell’AFq in Hold’em Manager si discostino da quelli di Poker Tracker di circa 15 punti percentuali: questo significa che un giocatore con AFq di Holdem Manager pari a 35% corrisponde sostanzialmente ad un giocatore con AFq pari a 50% in PT, quindi è da considerare un giocatore molto aggressivo.

Per semplicità, suddividiamo gli AFq di Hold’em Manager nelle seguenti fasce:

a) < 10% : giocatore estremamente passivo

b) 10% - 20% : giocatore passivo

c) 20% - 35% : giocatore mediamente aggressivo

d) > 35% : giocatore molto aggressivo.


Per meglio chiarire la differenza tra l’AFq di Poker Tracker e l’AFq di Hold’em Manager, riporto queste considerazioni liberamente tratte dal forum americano Two Plus Two

Sia Hold’em Manager che Poker Tracker considerano il c/f e il c/c come azioni passive, e il c/r come azione aggressiva. Le differenze tra i due software si hanno però in queste situazioni:

1) un giocatore checka dietro in posizione: Hold’em manager la considera come un’azione passiva (e quindi influisce sull’AFq diminuendolo), mentre Poker Tracker la considera come un’azione “neutra”, che non influisce minimamente sull’AFq

2) Quando un giocatore checka fuori posizione, Hold’em Manager la considera sempre un’azione passiva (a meno che il giocatore in questione non c/r), mentre Poker Tracker la considera passive solo se qualcuno dopo di lui betta e lui non raisa. Quindi sostanzialmente se hero checka flop e tutti checkano dietro, per PT3 quest’azione è neutra e non influisce sull’AFq, mentre per HM questa è un’azione passiva al pari del c/c e del c/f.


4. CCPF (Cold Call Pre Flop) = indica in termini percentuali quanto spesso un giocatore entra in gioco preflop callando un raise. Affinché un call preflop ad un raise venga computato in questa statistica, è tuttavia necessario che il coldcaller non avesse già investito nel piatto alcuna somma di denaro, inclusi i bui. Quindi se siamo BB e calliamo il raise di un avversario, l’azione non viene computata nel CCPF ma semplicemente nel VPIP in quanto, seppur obbligatoriamente, avevamo comunque già investito soldi nel piatto.
La formula per il calcolo del CCPF è la seguente: (Total Times Cold Called Pre-Flop / Cold Call Opportunities) * 100.
A parte alcuni casi particolari, coldcallare preflop è solitamente una giocata sbagliata, sia perché ci espone all’eventuale squeeze di un terzo giocatore, sia perché, non essendo noi gli aggressori preflop, ci costringe spesso a giocare la mano in maniera passiva anche postflop. Di conseguenza i giocatori che hanno un CCPF elevato, non sono buoni giocatori, e possono essere inclusi nella categoria delle cosiddette calling station. Tendenzialmente il CCPF non dovrebbe essere superiore a 5, ma minore è tale valore, meglio è. Preciso che in tavoli composti da giocatori bravi, il CCPF dovrebbe essere quasi abolito dal proprio repertorio (non dovrebbe essere maggiore di 1,5), mentre il massimale di 5 da me indicato è principalmente riferito a tavoli per lo più composti da giocatori scarsamente aggressivi ma molto calling station (situazione che si verificherà molto probabilmente con l’avvento del cash sulle piattaforme italiane). Chiaramente il valore di CCPF da CO e soprattutto BTN deve essere leggermente superiore rispetto a quello dalle altre posizioni, in quanto da late position è più probabile che si verifichino situazioni in cui coldcallare può rilevarsi profittevole. Immaginate ad esempio di avere una mano speculativa sul BTN (tipicamente suited connectors o small pocket pairs) e di trovarvi a fronteggiare un raise da early position di un giocatore tight e deep stack come voi. In questo contesto, soprattutto se ci sono ragionevoli probabilità che i bui non squeezeranno, coldcallare può essere profittevole: lo stack deep, la speculatività della nostra mano e la ristrettezza del range di apertura che attribuiamo al nostro avversario (che quindi avrà più spesso mani sufficientemente forti da lasciarci una grossa fetta del suo stack negli spot da noi hittati), aumenta sensibilmente le nostre implied odds, rendendo il coldcall una giocata migliore sia del fold (troppo weak in questa situazione) sia della 3bet (del tutto inutile in quanto, considerato il range presumibilmente tight del nostro avversario, rischieremmo esclusivamente di venire 4bettati e di dover foldare). Ecco il motivo per cui in tavoli particolarmente passivi è abbastanza naturale aumentare il proprio valore di CCPF: la scarsa aggressività media del tavolo e la predisposizione al call da parte di molti giocatori aumenta sempre le nostre implied odds. Tanto per chiarire ulteriormente questa considerazione, immaginate di avere 33 sul BTN e di trovarvi a fronteggiare la seguente situazione ma in due contesti differenti: UTG folda, UTG+1 limpa e CO raisa. In un ipotetico caso a) siamo seduti a un tavolo composto da giocatori bravi (a parte l’UTG+1) e sui blinds vi sono due players piuttosto aggressivi. In un secondo ipotetico scenario b), tutti i giocatori al tavolo, inclusi i blinds, sono calling station passivi. Nel caso a) folderemo senza troppi rimpianti la nostra pocket pair (o al limite la 3betteremo a seconda delle tendenze di CO), sia per evitare di subire uno squeeze dai blinds sia perché contro giocatori bravi non sempre settando al flop massimizzeremo il valore; nel caso b) coldcalleremo volentieri perché ci sono ragionevoli probabilità che, oltre a noi, calleranno anche altri players (almeno uno dei blinds più quello che ha openlimpato), e ci sono altresì ragionevoli probabilità che in caso di set floppato riusciremo a prendere valore da almeno uno di questi players.

5.La 3bet % = indica la percentuale di volte che un giocatore 3betta, rapportata naturalmente alle situazioni in cui ha questa opportunità. Questa statistica include tutte le occasioni in cui un player 3betta, non solo quelle in cui è lui l’original bettor. Di conseguenza, mentre nella fase preflop la 3bet avviene sempre a seguito del raise di un altro giocatore (non essendo possibile raisare e poi 3bettarsi da soli), nella fase postflop viene computata nel calcolo percentuale delle 3bet, non solo la circostanza in cui il giocatore Tizio punta e poi 3betta al raise di Caio, ma anche quella in cui Sempronio betta, Caio rilancia e Tizio, che fino a quel momento non aveva ancora avuto modo di parlare, 3betta.
La formula della 3bet è quindi la seguenteTotal Times 3Bet) / Total 3Bet Opportunities) * 100.
Questa formula fa riferimento alla Total 3bet%, ovvero quella calcolata sulla base del totale delle 3bet effettuate in qualunque street (dal preflop al river). In realtà Poker Tracker fornisce anche la percentuale di 3bet suddivisa per street (preflop, flop, turn e river), e la statistica più utile da prendere in considerazione è sicuramente la PF 3bet%, cioè quella riferita al preflop, che è chiaramente la fase nella quale è più probabile trovarsi a fronteggiare questo tipo di azione (abbastanza rara invece nel postflop, soprattutto al turn e al river).

Schematicamente possiamo suddividere la PF 3bet % nelle seguenti fasce:

a) < 2 % : un giocatore che ha una 3bet % ricompresa in questa fascia è un giocatore dal range estremamente exploitabile, che 3betta praticamente solo il suo top range (al massimo JJ+/AK s)

b) 2% - 5% : anche in questa fascia rientrano giocatori dal 3betting range abbastanza stretto, sebbene più la percentuale si avvicina al 5%, più il range di 3bet diventa tendenzialmente sensato, soprattutto per coloro che giocano ai microlimiti (un 3betting range del 5% corrisponde all’incirca a 99+,AQ+)

c) 5% - 10% : giocatore dal 3betting range abbastanza aggressivo (soprattutto se superiore all’8%). Contro questo tipo di avversari si può allargare molto il proprio 4betting range, soprattutto se tra le proprie hole cards si ha almeno un blocker

d) > 10% : giocatore dal 3betting range molto ampio: qualora abbiate anche voi un gioco abbastanza aggressivo preflop, vi conviene quittare i tavoli nei quali avete un giocatore di questo genere in vantaggio posizionale su di voi (quindi la situazione peggiore è quella in cui ve lo trovate seduto alla vostra immediata sinistra), a meno che non siate disposti a dare molta varianza alla vostra partita (allargando moltissimo non solo il vostro 4betting range ma anche il calling range al push avversario)

Nello stimare un 3betting range preflop di un vostro avversario, dovrete tuttavia prestare molta attenzione al sample size, ovvero al campione statistico di mani trackate nei confronti di quel giocatore. Affinché il valore di 3bet PF possa essere considerato attendibile è infatti necessario avere giocato (o comunque trackato nel proprio hud) un congruo numero di mani contro quell’avversario (pari come minimo a 500 mani). Un giocatore che dopo 100 – 150 mani ha un valore di 3bet molto alto o molto basso, non è necessariamente un giocatore dal 3betting range molto ampio o molto ristretto, anzitutto perché non è detto che su un campione statistico così ridotto possa avere avuto chissà quante occasioni per 3bettare, e in secondo luogo perché in queste poche occasioni potrebbe avere avuto un rush di carte particolarmente buono o particolarmente negativo. A mero titolo d’esempio, e solo per farvi capire quanto possa essere fuorviante un sample size piccolo, immaginate di trovarvi di fronte un giocatore tendenzialmente disposto a 3bettare un range ultrapolarizzato, tipo QQ+. Dopo 100 mani giocate allo stesso tavolo, il giocatore in questione (contro il quale non avete mai giocato e che quindi non sapete avere un 3betting range così narrow), si trova a fronteggiare solamente 10 raise, e per ben due volte gli capita di avere in mano QQ+, che di conseguenza 3betta. In entrambi i casi i giocatori che avevano open raisato foldano, e quindi, non vedendo alcuno showdown, potete fare affidamento esclusivamente sulla statistica di PF 3bet % fornita da Poker Tracker o Holdem Manager. In questo contesto il suo 3betting range vi risulterà pari al 20%, cosa del tutto irreale e non corrispondente alle sue reali attitudini. Notate che basterebbe anche che lui avesse una sola volta QQ+ su 20 possibilità (al posto delle dieci ipotizzate prima), e il suo 3betting range risulterebbe pari al 5%, in luogo del realistico 1,5% con cui il giocatore 3betta di default.



6. Fold3bet% = indica la percentuale di volte che un giocatore folda dopo una 3bet, a prescindere tuttavia dall’azione che il medesimo giocatore aveva effettuato. Quindi se siete BTN e prima di voi c’è il raise dell’UTG e la 3bet di CO, un vostro fold viene comunque computato in questa statistica, nonostante non foste ancora entrati in gioco al momento della 3bet.
La formula del Fold3bet è quindi la seguente: (Total Times Player Folded to 3Bet / Total Times Faced 3Bet) * 100
Così come evidenziato per il calcolo della 3bet%, si evidenzia che la formula appena riportata fa anch’essa riferimento alla percentuale totale di Fold alle 3bet, ovvero quella calcolata sulla base del totale dei fold effettuati a seguito di una 3bet in qualunque street (dal preflop al river). Anche in questo caso, Poker Tracker fornisce la percentuale di Fold3bet suddivisa per street (preflop, flop, turn e river), e anche in questo caso (esattamente come consigliato con riferimento alle 3bet) la statistica più utile da prendere in considerazione è sicuramente la PF Fold3bet%, cioè quella riferita al preflop

In Hold’em Manager questa statistica è calcolata in maniera completamente differente  in quanto vengono computati nel Fold3bet% solamente quei fold alle 3bet effettuati dopo avere openraisato o coldcallato un raise. Non vengono invece computati nel Fold3bet% (a differenza di quanto fa invece Poker Tracker), né i fold effettuati senza avere precedentemente fatto alcuna azione (come quello della situazione descritta nell’esempio riportato all’inizio di questo paragrafo), né quelli effettuati dopo che si era entrati in gioco semplicemente limpando.

Di conseguenza il Fold3bet% di Poker Tracker sarà un valore significativamente maggiore rispetto a quello che vi troverete in Holdem Manager. Tendenzialmente un giusto valore di Fold3bet dovrebbe essere compreso tra 75 e 85 se utilizzate Poker Tracker, e tra 50 e 60 se utilizzate Holdem Manager. Chiaramente, soprattutto con riferimento ad Holdem Manager, il giusto valore di questa statistica è fortemente legato al vostro VPIP/PFR, in quanto giocatori molto tight dovrebbero avere un fold3bet significativamente più basso rispetto a quello che è invece lecito attendersi da giocatori LAG.



7.La 4bet %
= indica la percentuale di volte che un giocatore rilancia almeno una 3bet, rapportata naturalmente alle situazioni in cui ha questa opportunità. Di conseguenza questa statistica non include, come la denominazione potrebbe lasciare erroneamente intendere, solamente le 4bet (ossia i raise alle 3bet) ma anche le 5bet, 6bet etc….
Come già evidenziato con riferimento alle 3bet, anche la statistica delle 4bet include tutte le occasioni in cui un player 4betta, non solo quelle in cui è lui l’original raiser. La formula della 4bet è quindi la seguente: (Total Times 4Bet) / Total 4Bet Opportunities) * 100.
Questa formula fa riferimento alla Total 4bet%, ovvero quella calcolata sulla base del totale delle 4bet effettuate in qualunque street (dal preflop al river). In realtà Poker Tracker fornisce anche la percentuale di 4bet suddivisa per street (preflop, flop, turn e river), ma come già evidenziato a proposito delle 3bet, anzi a maggior ragione in questo caso, la statistica più utile da prendere in considerazione è sicuramente la PF 4bet%, cioè quella riferita al preflop, in quanto è decisamente improbabile trovarsi in spot in cui si ha la possibilità di 4bettare nella fase postflop (mentre è ovviamente molto più standard in quella preflop). Si richiamano le considerazioni già fatte nel paragrafo dedicato alla 3bet con riferimento all’importanza del campione statistico (sample size) sul quale ci stiamo basando per la valutazione di questa statistica, per la cui attendibilità sono in realtà necessarie ancora più mani rispetto a quelle di cui abbiamo bisogno per considerare attendibile la 3bet: valutare una 4bet% di un giocatore contro il quale abbiamo giocato solamente qualche centinaio di mani, è del tutto fuorviante e quindi inutile .

In realtà la statistica della 4bet% è piuttosto inutile per come è configurata da PT3 (e da Holdem Manager), in quanto mette in correlazione la percentuale di volte che un giocatore 4betta con le opportunità che ha di 4bettare (quindi con le situazioni in cui viene 3bettato). Quindi la statistica è inevitabilmente "inficiata" dal numero di volte che un giocatore viene 3bettato e, cosa ancora più importante, non tiene conto di quanto LAG giochi quel giocatore preflop.
In Hold'em Manager è invece stata introdotta una statistica denominata 4bet range, la cui formula tiene conto della percentuale di 4bet di un giocatore, messa in correlazione con il suo PFR. Più precisamente la formula del 4bet range è "Total PFR multiplied by Total 4bet %".
Andiamo a vedere quanto quest'ultima statistica possa essere considerata più attendibile rispetto a quella della 4bet%. Immaginiamo un giocatore decisamente LAG preflop, ma dal 4betting range estremamente narrow (QQ+/AK). Adesso supponiamo che su 1.000 mani Tizio, che gioca normalmente 35/30, si trovi a fronteggiare complessivamente cento 3bet. Immaginiamo che su queste 100 mani lui abbia QQ+/AK 5 volte: il suo valore di 4bet sarebbe quindi pari a 5/100*100=5.
Il suo 4bet range sarebbe invece pari a 30*5/100 = 1,5, valore molto più veritiero rispetto a quello precedentemente visto.

Schematicamente possiamo suddividere il PF 4bet range nelle seguenti fasce:

a) < 1,5 % : un giocatore che ha una 4bet % ricompresa in questa fascia è un giocatore che 4betta solo il suo top range assoluto (KK+). Soprattutto ai microlimiti può capitare di trovarsi a fronteggiare giocatori sLAG e dal 3betting range semi-wide, ma con 4betting range assolutamente narrow (ossia dichiarato, facilmente exploitable). Contro questa tipologia di giocatori è estremamente facile giocare preflop, in quanto si può profittevolmente 4b/f praticamente tutte le mani che contengono un blocker (possibilmente il K o l'A). L'importante è evitare di andare ai resti preflop quando si 3bettano mani forti come JJ-QQ/AK ma si viene 4bettati da questa tipologia di avversari, in quanto il loro 4betting range crusha completamente le nostre combo

b) 1,5% - 4% : anche in questa fascia rientrano giocatori dal 4betting range abbastanza stretto, sebbene più la percentuale si avvicina al 4%, più il range di 4bet diventa meno facilmente exploitabile. Ricordo che un top 4% equivale all'incirca a 99+/AQ s+/AK, che fino al NL100 è un 4betting range assolutamente standard e tutt'altro che basso, anche se un giocatore con 4betting range pari a 4%, 4betterà probabilmente premium assolute più qualche blocker hand piuttosto che un top 4% effettivo (vedi a tal proposito le considerazioni di cui al successivo punto)

c) 4% - 8% : giocatore dal 4betting range abbastanza aggressivo, che con ogni probabilità mixerà il suo 4betting range tra mani "vere" e mani "blockerate". I giocatori aggressivi preflop tendono a mixare i propri 4betting range includendo negli stessi sia quello che loro considerano top range (che è solitamente una cosa tipo TT+/AQ+), sia quelle mani che, contenendo un blocker, ritengono abbiano fold equity contro l'avversario che aveva operato l'ultima azione aggressiva. In altri termini, sebbene un range top8% è pari all'incirca a 88+,AT+,KT s+,QJ s, è più probabile che un giocatore che ha questo 4betting range includa nelle sue 4bet gli assi brutti (e ogni tanto qualche mano speculativa) piuttosto che mani come ad esempio 88-99, AT s/AJ che, soprattutto ip, lavorano abbastanza bene contro un 3betting range ampio.

d) > 8% : giocatore dal 4betting range ampio, contro il quale può spesso essere necessario andare ai resti preflop con un range abbastanza ampio .
In realtà la statistica della 4bet% è piuttosto inutile per come è configurata da  Holdem Manager, in quanto mette in correlazione la percentuale di volte che un giocatore 4betta con le opportunità che ha di 4bettare (quindi con le situazioni in cui viene 3bettato). Quindi la statistica è inevitabilmente "inficiata" dal numero di volte che un giocatore viene 3bettato e, cosa ancora più importante, non tiene conto di quanto LAG giochi quel giocatore preflop.
In Hold'em Manager è invece stata introdotta una statistica denominata 4bet range, la cui formula tiene invece conto della percentuale di 4bet di un giocatore, messa in correlazione con il suo PFR. Più precisamente la formula del 4bet range è "Total PFR multiplied by Total 4bet %".

Andiamo a vedere quanto quest'ultima statistica possa essere considerata più attendibile rispetto a quella della 4bet%. Immaginiamo un giocatore decisamente LAG preflop, ma dal 4betting range estremamente narrow (QQ+/AK). Adesso supponiamo che su 1.000 mani Tizio, che gioca normalmente 35/30, si trovi a fronteggiare complessivamente cento 3bet. Immaginiamo che su queste 100 mani lui abbia QQ+/AK 5 volte: il suo valore di 4bet sarebbe quindi pari a 5/100*100=5.
Il suo 4bet range sarebbe invece pari a 30*5/100 = 1,5, valore molto più veritiero rispetto a quello precedentemente visto.


8. Fold4bet% = indica la percentuale di volte che un giocatore folda dopo una 4bet (o una 5bet, o maggiore), a prescindere dall’azione che il medesimo giocatore aveva effettuato. Quindi se siete BTN e prima di voi c’è il raise dell’UTG, la 3bet di UTG+1 e la 4bet di CO, un vostro fold viene comunque computato in questa statistica, nonostante non foste ancora entrati in gioco al momento della 4bet (stessa identica cosa se siete BB e c’è addirittura la 5bet di BTN). In considerazione del fatto che la statistica include tutti i rilanci dalla 4bet in poi, specifico che i fold alle 4bet e le opportunità di foldare sono computate alla statistica una sola volta per street, a prescindere da quanti raise ci fossero stati prima del fold. Immaginate ad esempio una situazione in cui Tizio rilancia, voi 3bettate, e lui 4betta. A questo punto vi trovate già a fronteggiare una 4bet, quindi se foldaste la vostra stat di Fold4bet sarebbe pari al 100% (considerando questa mano come l’unica nella quale vi siete trovati a fronteggiare una 4bet). Se invece rilanciate e Tizio folda, la vostra stat di Fold4bet sarebbe pari a 0. Fin qui suppongo che sia tutto abbastanza intuitivo. Ma ipotizzate invece che Tizio 6betti e voi foldiate. In questo caso una volta avreste re-raisato una 4bet e una volta l’avreste foldata (in quanto le 6bet fanno sempre parte di questa casistica) : in questa situazione Poker Tracker non calcola la vostra Fold4bet% al 50% (un raise a una 4bet e un successivo fold ad una 6bet, che ribadisco ancora una volta essere computata in questa statistica) ma al 100%, in quanto l’unico dato che conta è l’ultima action giocata nella street.
La formula è analoga a quella del Fold3bet e anche a proposito di questa statistica si richiamano tutte le considerazioni già fatte a proposito del Fold3bet.


9. ATS (Attempt to steal) = indica la percentuale di volte che un giocatore effettua un rilancio in (presumibile) steal quando ne ha l’opportunità. Più precisamente, vengono computati in questa statistica tutti i rilanci effettuati da CO, BTN e SB qualora tutti i giocatori che parlavano prima del nostro turno avevano già foldato.
La formula dell’ATS è (Total Steal Attempts / Total Steal Opportunities) * 100

Schematicamente possiamo suddividere l’ATS nelle seguenti fasce:

a) < 10 % : un ATS così basso indica un giocatore che non prova praticamente mai a rubare i bui, rilanciando anche da late position e anche dopo all fold solamente con mani legittime.

b) 10% - 20% : anche in questa fascia rientrano giocatori con scarse tendenze allo stealing, basti pensare che uno stealing range pari al 20% (quindi al massimale di questa fascia) corrisponde all’incirca a tutte le coppie, tutti gli Ax suited e tutte le boradway, che non è sicuramente un opening range particolarmente ampio.

c) 20% - 30% : all’interno di questa fascia rientrano la maggior parte dei giocatori dei limiti medio-bassi. Un ATS prossimo al 30% è già sintomatico di un discreto giocatore di NLH, che prova a sfruttare la posizione per stealare quanti più blinds possibili. Contro questa tipologia di giocatori si può sicuramente 3bettare con un range abbastanza wide dai bui, soprattutto se il loro valore di Fold Steal to blind re-raise ) è particolarmente alto. Naturalmente quando un giocatore che ha ATS particolarmente alto, raisa da CO dopo all fold e noi siamo di bottone, il nostro 3betting range potrà essere ancora più ampio, sia perché il nostro avversario tenderà fuori posizione a flatcallare la nostra 3bet più raramente, sia perché, qualora flattati, avremo comunque vantaggio posizionale nella fase postflop.

d) 30% - 45% : considerando l’evoluzione che il NLH ha avuto nel corso degli ultimi anni, ritengo che al giorno d’oggi un buon giocatore di NLH 6max dovrebbe avere un valore di ATS ricompreso all’interno di questa fascia. Naturalmente maggiore sarà il nostro valore di ATS, maggiori saranno i coldcall e le 3bet che ci troveremo a fronteggiare. Di conseguenza, sconsiglio vivamente di mantenere un valore di ATS così alto sia se non si è disposti a 4bettare un range significativamente più wide del normale, sia se non si hanno delle discrete skills nel gioco postflop (capacità di lettura della texture del board, capacità di gestione delle mani medio-deboli, etc&hellip.
Preciso che allargare il proprio 4betting range comporta inevitabilmente anche l’aumento delle situazioni in cui 4b/c mani non particolarmente forti (come ad esempio tutte le pocket pair) ha comunque un valore atteso positivo. Mantenendo un ATS così elevato, si dà di conseguenza maggiore varianza alle proprie sessioni: se non si ha il giusto setting mentale per accettare possibili swings negativi anche piuttosto consistenti, è preferibile stealare un po’ di meno (altrimenti si corre il rischio di foldare troppo spesso alle 3bet degli avversari più attenti all’analisi delle nostre stats e quindi più propensi a 3bettare molto spesso dopo i nostri tentativi di steal).

e) > 45% : un giocatore che ha ATS maggiore del 45% è un giocatore che apre da late position quasi any two cards: a meno che non siate veramente molto bravi postflop, avere un ATS così elevato è decisamente sconsigliato.



10. Fold SB to steal e Fold BB to steal = sono due statistiche distinte  e indicano la percentuale di volte che un giocatore folda dai bui a seguito di un raise proveniente, dopo al fold, da CO, BTN o SB (quindi a seguito di un ATS).

Le formule di tali statistiche sono chiaramente analoghe, e precisamente:
a.(Totale delle volte che un giocatore folda dallo SB a uno steal / totale delle opportunità di difendere il proprio SB) * 100
b.(Totale delle volte che un giocatore folda dal BB a uno steal / totale delle opportunità di difendere il proprio BB) * 100
Solitamente un corretto valore di FoldSBtoSteal e di FoldBBtoSteal dovrebbe essere compreso tra 80% e 90% (la seconda, cioè quella relativa ai fold dal bb, dovrebbe essere leggermente inferiore rispetto all’altra in quanto chiudiamo definitivamente l’azione e quindi non corriamo il rischio che qualcun altro rilanci ulteriormente)



11. Fold steal to blind re-raise = indica la percentuale di volte che un giocatore folda alla 3bet di uno dei blinds dopo aver tentato un raise in steal (quindi dopo aver aperto da CO/BTN o SB dopo all fold). Questa statistica è chiaramente molto utile perchè ci consente di stimare abbastanza accuratamente quanta fold equity abbiamo rilanciando dai blinds contro un giocatore che ha aperto da LP in presumibile steal. Se ad esempio vi trovaste sul BB contro un BTN con ATS particolarmente alto (diciamo 36%), ma Fold Steal to blind reraise anch’esso molto elevato (diciamo 80%), potrete sicuramente decidere di 3bettare contro questo avversario un range molto più wide rispetto a quello da voi solitamente utilizzato.



12. Att to steal & fold (attempt to steal then folded)= indica la percentuale di volte che un giocatore folda dopo aver raisato preflop in presumibile steal. In sostanza si differenzia dalla precedente statistica perché non considera solo i fold alle 3bet dei blinds, ma tutti i fold effettuati dal giocatore che aveva tentato lo steal preflop, a prescindere dalla fase in cui tale fold avviene. Per chiarire meglio la funzione di questa statistica, facciamo un esempio pratico: rilanciamo da BTN dopo all fold e veniamo callati dal BB. C-bettiamo in posizione il flop missato, ma subiamo il c/r del nostro avversario, dovendo quindi foldare la nostra mano: questo spot verrà di conseguenza incluso nella statistica dell’ATS & fold. Prestate particolare attenzione ad osservare questa statistica con riferimento ai giocatori che hanno ATS molto elevato (e che magari non foldano molto spesso alle 3bet), perché potrebbe consentirvi di vincere diversi piatti uncontested (e di conseguenza diversi soldi). Un giocatore con ATS & fold molto elevato, è infatti molto probabilmente un giocatore aggressivo preflop, ma piuttosto passivo postflop. Contro questi avversari potrete callare più spesso preflop (anche fuori posizione, quindi non necessariamente da BTN vs CO), essendo loro facilmente outplayabili (o comunque exploitabili, in quanto tenderanno a fare action solo negli spot hittati).



13. CbetF% (cbet flop %)= indica la percentuale di volte che un giocatore punta al flop dopo aver rilanciato preflop. La formula di tale statistica è la seguente:
( Total Times Continuation Bet Flop / Total Continuation Bet Flop Opportunities ) * 100
Questa statistica è estremamente utile in quanto ci consente di capire quanto spesso potremo considerare legittima la c-bet al flop di un nostro avversario e, se messa in correlazione con la CBet T %, quanto spesso potremo pianificare un floating nei confronti del nostro avversario. In sostanza maggiore è la frequenza di c-bet al flop del nostro avversario, minore dovrà essere la forza reale della nostra mano per indurci a fargli un call o un raise. Inoltre maggiore sarà la discrepanza tra FCet e Turn Cbet del nostro avversario, maggiori saranno le occasioni in cui potremmo profittevolmente plannare un floating.
A mero titolo d'esempio, se ci troviamo di fronte un giocatore che ha un valore di Flop Cbet molto elevato (diciamo superiore all'85%), potremo ragionevolmente presumere che molte delle sue cbet al flop saranno frutto di bluff/semibluff. Minore sarà invece questo valore (diciamo inferiore al 50%) più spesso dovremmo tendere a dargli credito quando c-betterà al flop. Un leak abbastanza usuale per i giocatori dei microlimiti, è quello di avere un valore molto alto di Flop CBet, e un valore piuttosto basso di T CBet. Contro questo tipo di giocatori potremo plannare molto spesso il cosiddetto floating, che consiste nel callare la c-bet al flop del nostro avversario per poi bettare il turn qualora checkati. Ad esempio un giocatore che ha F Cbet dell'80% ma un Turn Cbet del 30% è un giocatore facilmente floatabile, in quanto le due statistiche ci dicono chiaramente che c-betta quasi sempre flop per poi giveuppare al turn tutte le volte che viene callato e che aveva bluffato flop. Naturalmente il floating è una tecnica da utilizzare in position, in modo da avere la possibilità di agire al turn dopo che il nostro avversario ha già checkato. Fuori posizione saremmo costretti a fare un "delayed floating", cioè a c/c il flop per poi sperare che il turn vada in check/check e quindi bettare out al river. Questa giocata è molto meno profottevole rispetto al floating in position, in quanto molti dei giocatori TAG tendono a potcontrollare in position quasi tutte le loro mani con showdown value su moltissimi turn: questo significa che check/callando flop per poi bettare out il river in caso di doppio check al turn, ci porterà più spesso a regalare soldi alla TPGK del nostro avversario piuttosto che a bluffare profittevolmente river.
Un'ultima importante considerazione da fare riguardo alla statistica della Flop Cbet (e in generale anche a quella della turn Cbet), è che questi valori vanno sempre comunque rapportati allo stile di gioco preflop del nostro avversario. A mero titolo d'esempio, e solo per rendere chiaro il concetto, facciamo due esempi paradossali: quello di un player fantanit che gioca 4/4 e quello di un player ultramaniac che gioca invece 50/40. Ovviamente il primo giocatore avrà una F CBet prossima al 100% (gioca solo premium preflop quindi potrà profittevolmente c-bettare quasi any flop), mentre il secondo giocatore avrà una F Cbet relativamente bassa (difficilmente superiore al 60%).



14. Fold to F Cbet (fold to flop cbet)
= indica la percentuale di volte che un giocatore folda dopo che l’original raiser preflop c-betta al flop. La formula di tale statistica è la seguente:
( Total Times Folded to F CBet / Total Times Called F CBet + Total Times Folded to F CBet + Total Times Raised F CBet ) * 100
Questa statistica ha la stessa valenza di quella precedente, con la differenza naturalmente che in questo caso ci consente di capire quanto spesso potremo profittevolmente c-bettare flop (ed eventualmente anche turn se correlata con la Fold to T CBet), e quanto spesso ci converrà invece bettare solo mani vere.


15. CbetT% (cbet turn %)
= indica la percentuale di volte che un giocatore c-betta anche al turn (quindi doublebarrella) dopo aver c-bettato flop. La percentuale di T cbet è quindi calcolata solo nei casi in cui il giocatore stia proseguendo un'azione aggressiva già intrapresa nella street precedente, quindi non vengono computate in questa statistica nè la delayed c-bet al turn, cioè la puntata fatta da original raiser al turn dopo che aveva checkato flop, nè ovviamente la donkbet dell'original raiser sul turn dopo che al flop aveva callato una donkbet da parte del suo avversario. La formula di tale statistica è la seguente:
( Total Times Continuation Bet Turn / Total Continuation Bet Turn Opportunities ) * 100
Per quanto riguarda l'analisi di questa statistica rimando alle considerazioni fatte a proposito delle CBetF%.


16. Fold to T Cbet (fold to turn cbet)= indica la percentuale di volte che un giocatore folda al turn sulla db di original raiser dopo avergli callato la c-bet al flop. La formula di tale statistica è la seguente:
( Total Times Folded to T CBet / Total Times Called T CBet + Total Times Folded to T CBet + Total Times Raised T CBet ) * 100
Per quanto riguarda l'analisi di questa statistica rimando alle considerazioni fatte a proposito delle Fold to FCBet%.



17. WTSD (Went To ShowDown) e W$SD (Won Money at ShowDown): queste statistiche indicano rispettivamente la percentuale delle volte (rispetto al totale dei piatti in cui si arriva a vedere il flop) in cui un giocatore arriva allo showdown, e la percentuale di volte in cui tale showdown è vincente.
La formula di questa statistica sono rispettivamente:
WTSD = (Total times went to showdown / Total times saw flop) * 100 e
W$SD = (Total times won money at showdown / Total times Went to showdown ) * 100
Quindi un'alta percentuale di WTSD è indice di un giocatore molto "curioso", mentre un'alta percentuale di W$SD sta ad indicare un giocatore solido, che arriva allo showdown solo quando ha ottime possibilità di vincere. Sebbene le due statistiche siano molto più utili ed indicative se esaminate in correlazione l'una con l'altra, in linea di massima possiamo dire che un giocatore moderatamente vincente dovrebbe avere un WTSD compreso tra 20% e 25%, e un W$SD compreso tra 50% e 60%. Se un oppo si discosta dai valori sopra indicati (sia in eccesso che in difetto) significa che è un giocatore exploitable, ha cioè dei leak dai quali possiamo trarre beneficio. Quali sono questi leak e come trarne vantaggio? Facciamo due esempi concreti che serviranno a capire meglio come sfruttare queste statistiche:

a) Oppo con WTSD alto ( > 35% ) e W$SD basso ( < 45% ) : essendo abbastanza evidente di trovarci di fronte ad una calling station (arriva spessissimo allo SD vincendolo poche volte), non blufferemo mai questo tipo di giocatori, mentre valuebetteremo sempre le nostre mani vincenti, ringraziandoli poi per il gentile omaggio;

b) Oppo con WTSD basso ( < 15% ) e W$SD alto ( > 60% ) : non commettiamo l'errore di considerare un giocatore con queste caratteristiche un giocatore imbattibile. Il fatto che vinca spessissimo lo showdown è la naturale conseguenza del fatto che ci arriva molto raramente, quindi solo con punti fortissimi. Se dallo svolgimento della mano, avete motivo di ritenere che questo tipo di player non abbia chiuso al river un punto veramente forte, bluffatelo spessissimo: otterrete il fold molto più spesso di quanto non crediate.

Analizziamo adesso una situazione nella quale spesso ci si viene a trovare: arriviamo al river oop e, pur avendo ottime chances di possedere la mano vincente, non sappiamo quale sia la linea migliore da seguire per massimizzare i profitti: in particolare non sappiamo se valuebettare direttamente o check/callare villain. Immaginate ad esempio di avere potbettato un flop particolarmente drawy con TPTK. Dopo il call dell'avversario, decidiamo di checkare turn per potcontrol e oppo fa check behind. Se al river si gira una blank card, possiamo ragionevolmente ritenere di essere avanti, in quanto la linea dell'oppo suggerisce un missed draw o un punto unimproved (a meno di river particolarmente sfortunato per noi) inferiore al nostro (TPNK/TPGK/Second pair, etc...). A questo punto cosa fare per massimizzare il profitto? Se valuebettiamo facciamo foldare any missed draw ma prendiamo presumibilmente valore da qualsiasi TP; se checkiamo induciamo al bluff gli eventuali draw non chiusi, ma veniamo quasi sicuramente checkati da TP dalle quali avremmo potuto trarre valore. In questo tipo di decisione, può essere molto utile verificare il WTSD del nostro oppo: se è alto, valuebetteremo il river perché sappiamo di avere di fronte un giocatore "curioso" che verrà sicuramente a callarci anche con mani mediocri; se invece il WTSD è basso (e magari il river AF è particolarmente alto), checkeremo per IB e non solo: la nostra linea suggerisce all'oppo debolezza, quindi non solo sarà portato a bluffare quel river con un missed draw, ma potrebbe addirittura bettarlo con una qualsiasi TP overvalueata (ritenuta cioè vincente proprio in considerazione della nostra passività.



18. W$WSF(Won Money When Saw Flop) : indica la percentuale di volte che un giocatore vince un piatto (indipendentemente se vinca uncontested o vada allo showdown) dopo aver visto il flop (quindi a prescindere dall'azione che si era sviluppata nel preflop, ossia se fosse o meno lui l'original raiser, se lo spot fosse un limpato un raisato o un 3bettato, etc....)
Naturalmente più alto sarà il valore di questa statistica, più potremo ritenere il nostro avversario un ottimo giocatore. Chiunque abbia W$WSF prossimo o superiore al 50% è un giocatore con importanti skills postflop.



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Commenti (15)


Dannie41
Nuova Leva
Rep. 412
Esp.405
Messaggio inviato il: 14/12/2013 17:46:04
 Aggiunto ai preferiti...
Grazie per l'articolo.
D

Agostello User Manager
Coach
Rep. 16.569
Esp.8.189
Messaggio inviato il: 06/11/2013 00:59:04
 hai dimenticato la +importante di tutte : %TC
la percentuale di Turbo Chiappa.................

KIKITRIESTE
Nuova Leva
Rep. 1.735
Esp.1.797
Messaggio inviato il: 05/11/2013 19:27:55
Ciao,no il caldd call è una statistica a se stante,non ha niente ha che fare con il vpip e pfr.Infatti non vi rientrano le giocate se si ha gia investito soldi dai bui. in questo caso ,se sei nei bui,andrà nelle stats di vpip.
Quindi quando calli un raise da tutte le posizioni tranne dai bui.

born103
Legionario
Rep. 5.172
Esp.3.497
Messaggio inviato il: 05/11/2013 13:14:53
Ma la statistica del cold call è netta o riportata al vpip es......vpip e pfr 39  12  e 20 di CC .............Il 20 è netto , oppure 20% del 39 il vpip??Grazie

Salsa-VB Evolution Coach
Coach High Stakes!
Rep. 88.372
Esp.34.255
Messaggio inviato il: 24/06/2013 09:29:47
 grandissimo articolo, VGG

ilprofeta14
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Rep. 32 - Esp.37
Messaggio inviato il: 23/06/2013 21:23:19
ma infatti non ci siamo forse capiti, solo mi sembra di buon gusto citare la fonte

KIKITRIESTE
Nuova Leva
Rep. 1.735
Esp.1.797
Messaggio inviato il: 23/06/2013 21:15:08
CITAZIONE (ilprofeta14 @ 23/06/2013 21:00:09) Espandi/Comprimi
non faccio polemica, ma i riferimenti a pt3 sono chiari punti cardine della guida di matrix poi oh gg, non voglio litigare, ma una riga di ringraziamento non fa mail male visti i 70 like presi
Credimi che i like non mi interessano proprio, mi interessa solo aiutare la comunity di VdP .
Ovvio che non è tutta farina del mio sacco, ho preso spunti dalla rete, ma alla fine la rete a cosa serve se non a questo ?

ilprofeta14
Nuova Leva
Rep. 32 - Esp.37
Messaggio inviato il: 23/06/2013 21:00:09
CITAZIONE (KIKITRIESTE @ 23/06/2013 12:50:28) Espandi/Comprimi
Se leggi le prime 2 righe non trovi scritto quello che dici tu ma anzi.... poi oramai qualsiasi cosa fatta è già stata trita e ritrita piu volte.


non faccio polemica, ma i riferimenti a pt3 sono chiari punti cardine della guida di matrix poi oh gg, non voglio litigare, ma una riga di ringraziamento non fa mail male visti i 70 like presi

nonsoxchemacallo
Video Maker
Rep. 384
Esp.2.533
Messaggio inviato il: 23/06/2013 19:19:58
good job, agg ai preferiti

atleticoromeo
Nuova Leva
Rep. 5.430
Esp.2.246
Messaggio inviato il: 23/06/2013 16:27:09
 Bravo KIKI, aggiunto ai preferiti

KIKITRIESTE
Nuova Leva
Rep. 1.735
Esp.1.797
Messaggio inviato il: 23/06/2013 12:50:28
Se leggi le prime 2 righe non trovi scritto quello che dici tu ma anzi.... poi oramai qualsiasi cosa fatta è già stata trita e ritrita piu volte.


ilprofeta14
Nuova Leva
Rep. 32 - Esp.37
Messaggio inviato il: 23/06/2013 12:39:34
posso fare una piccola polemica? almeno citare che hai copiato paro paro la guida di Matrix che è da secoli che sta su assopoker e cbet mi sembra doveroso

Grottesco
Coach Guest
Rep. 10.556
Esp.2.418
Messaggio inviato il: 23/06/2013 10:41:24
 Grande Kiki

wcritic
Nuova Leva
Rep. 4 - Esp.10
Messaggio inviato il: 23/06/2013 10:37:18
grazie, per l'ottimo articolo, ma visto che usi  piu PT3 che HM non potresti farne uno specifico per PT4

Falconer80
Nuova Leva
Rep. 1.714
Esp.1.263
Messaggio inviato il: 23/06/2013 07:54:31
 Ma quanto è bravo il mio Group-Leader!?
Ora me la salvo tra le preferite, e pomeriggio la studio con calma, grazie Kiki!
Ciao, sono Paolo "Salsa-VB" Luini
e sono felice di darti il benvenuto
in Vivere di Poker!

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